Piscina, se salti la doccia prima di entrare il tuo corpo ne paga le conseguenze: lo spiegano i medici

In molti evitano di fare la doccia prima di entrare in piscina, ignorando i rischi che questa abitudine può comportare.

Capita a tutti almeno una volta: ci si prepara a bordo vasca e, con le scuse più fantasiose, si salta quel passaggio veloce sotto la doccia. Eppure, nonostante molte strutture abbiano doccette proprio all’ingresso, questo gesto non viene percepito come così importante. In realtà un motivo preciso c’è, e non riguarda soltanto l’igiene – o meglio, non direttamente.

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Piscina, se salti la doccia prima di entrare il tuo corpo ne paga le conseguenze: lo spiegano i medici – astrologando.it

Il vero problema è la reazione chimica che, come spiegano i microbiologi, può avere conseguenze tutt’altro che piacevoli. Non si tratta solo di un getto d’acqua che toglie un po’ di sabbia o crema, ma di una misura che può incidere davvero sulla sicurezza e sulla salute.

Ed è qui che entra in gioco il cloro. Molti pensano che basti lui a disinfettare, ed è vero solo in parte. Il punto critico non è tanto la sua presenza, quanto il modo in cui reagisce a ciò che portiamo in vasca.

Perché la doccia prima del tuffo in piscina non è un optional

Chi salta la doccia prima di entrare in piscina spesso si consola pensando che tanto ci penserà il cloro a fare piazza pulita. Peccato che non funzioni così. Quando entra in contatto con sudore, creme solari e residui vari, il cloro non si limita a disinfettare: reagisce.

Gli scienziati la chiamano ‘cloramina’, ma potremmo tranquillamente ribattezzarla ‘essenza di spogliatoio’. È quella miscela tra cloro e sudore che dà all’acqua di certe piscine quell’odore pungente che molti scambiano per ‘pulito’. Spoiler: non lo è.

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Perché la doccia prima del tuffo in piscina non è un optional – astrologando.it

Anzi, più si sente quell’aroma, più significa che lì dentro si è fatta baldoria tra batteri, cosmetici e chi ha saltato la doccia senza pensarci due volte. Una lezione di chimica che si traduce in occhi rossi, pelle che prude e quell’orecchio che, dopo un paio di giorni, inizia a pulsare come se ospitasse una discoteca.

E le sostanze che si formano possono irritare pelle e occhi, rendere l’acqua meno sicura e – come spiegano diversi igienisti – aumentare il rischio di infezioni come congiuntiviti o otiti. Insomma, più che un tuffo rigenerante, rischia di essere una piccola roulette chimica.

“Una doccia di 30 secondi elimina fino al 70% delle impurità del corpo”, sottolineano i microbiologi sportivi. Il nostro gesto non cambierà le abitudini altrui, certo, ma almeno ci evita di esserne complici. È un piccolo atto di responsabilità che non ci rende immuni, ma ci mette al riparo da buona parte di pruriti, fastidi e otiti estive. E se oltre a proteggere la salute serve anche a liberarci della crema appiccicosa prima del tuffo, tanto meglio.

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