Una riunione rinviata, una decisione pesante nell’aria. Netanyahu si prepara a un passo che divide anche l’esercito
La guerra in Palestina sta iniziando a prendere una piega ancora più drammatica di prima, se possibile. Dopo le indiscrezioni trapelate in questi giorni sul fatto che Israele abbia “già preso la decisione” di occupare totalmente la Striscia di Gaza, si attendevano comunicazioni ufficiali che certificassero questa decisione da parte del governo israeliano.
Nella giornata di oggi il premier Benjamin Netanyahu ha prima convocato e poi rinviato una riunione del gabinetto di sicurezza per discutere i futuri piani militari per ciò che concerne la Palestina. Secondo quanto trapela, il presidente israeliano avrebbe già detto ai ministri di voler chiedere l’approvazione del governo per una piena rioccupazione della Striscia di Gaza.
Ma non sarà così semplice. La scelta di “Bibi” sta creando parecchi malumori anche interni, anche nello stesso esercito, e la tensione sta salendo anche nello stesso stato israeliano. Secondo alcune fonti, la riunione ristretta che si è tenuta oggi si è comunque conclusa con divergenze di opinioni tra la parte politica e il capo di stato maggiore.
Intanto il primo ministro ha rilasciato dichiarazioni pesanti durante una visita alla base di reclutamento e selezione di Tel HaShomer, dove ha incontrato i nuovi soldati. Israele deve “sconfiggere completamente” Hamas a Gaza per garantire il rilascio di “tutti gli ostaggi israeliani” ancora trattenuti. Questa è la posizione ufficiale del Governo.
Una nota governativa intanto spiega che c’è stata oggi una riunione di sicurezza ristretta che è durata circa tre ore, lì il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha relazionato in merito a tutte le opzioni per continuare la campagna militare nella Striscia di Gaza.
Ma poi la dichiarazione è minacciosa e inquietante: “L’Idf è pronto ad attuare qualsiasi decisione sarà presa dal gabinetto di sicurezza politico-militare”. Ora resta solo da capire quale sarà questa decisione.
Intanto è tutto un levarsi di voci contro le azioni di Israele. L’ultima arriva da parte del vicario della Custodia di Terra Santa, padre Ibrahim Faltas: “I palestinesi hanno diritto a rimanere a Gaza, in Cisgiordania e nei territori a loro attribuiti da accordi e convenzioni internazionali”.
Faltas poi ha sottolineato che la fame, la sete, il caldo e la mancanza di cure e di qualsiasi bene essenziali sono carichi gravi e pesanti sulla coscienza del mondo: “I palestinesi hanno il diritto di vivere, hanno il diritto di esistere come popolo e come stato riconosciuto. Chi non riconosce questo, deve essere ritenuto responsabile e complice di un massacro“.
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